Opere visve

Il gesto del dipingere: riflessione e tecnica

Dipingere. Raffigurare. Offrire l’immagine partorita dal grumo del pensiero rivolto ad un soggetto. Tarlo onnipresente per chi osserva, mastica, rumina e realizza quel bolo ch’è rimasto in attesa. Tale varo sin dal primo impatto della matita o colore sulla tela infligge alla mano quella corrente continua del concetto che si vuole esprimere: bellezza, armonia, impressione… E si è muti alla fine perché ci si rende conto che si è masticato abbastanza eludendo la deglutizione immediata. Quanta ricerca, quanta attesa e s’inizia…Prevalentemente il mio discorso pittorico s’avventura sul figurativo. Umano, animali, soggetti inerti talvolta qualche piccola rivoluzione c’è e allora si passa a “penetrare” il tema inserendo forme o deviazioni che originariamente non appartenevano al contesto iniziale. Vedi ad esempio “Nuvole”: inserimento di prore d’imbarcazioni fuori dal comune che non ostano il ricordo presente per cui anch’esse sono mie reminiscenze? Sarà… L’urgenza nel dipinto non deve esserci perché nel dipingere, diverse volte, s’incontra la profondità dell’anima.

Tra emozione e forma: astratto, simbolico, figurativo

Ninfee

Sforzo notevole che incontra l’astrazione proiettandoti alla creatività iniziale del pensiero che non ha atteso. Ha proiettato quanto di certo sarà fatto. E la corsa della mente brucia l’individualità dell’artigiano che non desidera essere interrogato. Di fase in fase s’inerpica nell’attesa chiudendo gli occhi per poi riaprirli lentamente dopo aver apprezzato quel colore sciolto e stravolto con altro deponendo il pennello o tenendolo stretto tra i denti. Nel silenzio del dipinto si snoda di dubbio e passione il labirinto degli schizzi inziali. Assali con la mente, soprattutto con gli occhi l’opera che intendi disinteressandoti anche dell’indifferenza senile perché in quel momento in quell’istante son’io che urgente non voglio più tacere, non voglio più aspettare, voglio vedere. Voglio l’opera e nel contempo leggo la mia poesia “La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca.” (Leonardo da Vinci)

Il significato nei colori e nel silenzio

Lentamente… suoni colori, ombre silenzi, la forma s’informa s’afferma, guarda si esprime, sonnecchia parla e sono a… guardarla. Indago, rilevo e mi regala sollievo. Mi porge la sua leggera grazia sui miei dubbi frantumati. E’ il momento più bello. E’ il sereno dopo la tempesta. Ho soltanto “atteso” l’arrivo. Ed è quiete. Tacere, immergendosi nel contempo nei silenti musicali della McKennit. Altro segno, altri attimi di pura bellezza emotiva. Profonde armonie, grazie e magie che mescolano alla fatica espressa riposo e riflessione. Trionfo del segno.

Le opere: dipinti ad olio e pastelli

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Nelle mie tele vivono volti, ombre, silenzi, rispetto. Vedi “Idria”, “Getsemani”, “La flagellazione”, “Il Grido”. Suscitare o meno emozioni di piacere, di rabbia, ansia, paura, angoscia è prioritario. Nascosto o accanto o per sentito di dire il pittore deve accogliere quello che è avvertito dalla sua opera e deve trarre profitto per la propria interpretazione e crescita. Quanto si è provato nella creazione del dipinto, sulla propria pelle, lo spettatore non lo sa. Soltanto l’impatto dello sguardo darà origine a un sentimento immediato connesso al proprio cuore. Il cuore che batte. Che batte il suo colore. In tale contesto si rimane muti perché le parole non bastano. C’è solo mescolanza di emozioni che senza alcuna ombra di dubbio portano la persona laddove incontra se stesso. Le forme, i colori, la composizione promuovono un percorso verso una nuova e maggiore consapevolezza di chi si é?

A tale riguardo vedi “Chi sei?”.Questo quadro può rivelare aspetti inaspettati di sé, emozioni sopite e una maggiore consapevolezza di chi si è o sulla percezione del mondo. Guardare un dipinto può essere un viaggio all’interno di sé, un’opportunità per conoscere meglio la propria anima e per entrare in contatto con le proprie emozioni e i propri pensieri. Van Gogh sosteneva che “il pittore è colui che si deve prendere cura del mondo colorandolo: la realtà è grigia e sta al pittore dargli il giusto colore”.