Categories: Poesia

by Mario Russo

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by Mario Russo

Internet

Internet.

Anche là si grida…

com’è difficile collocare parole

fra arie, urla, esistenze diffuse.

S’accaniscono. E nei lavacri elettronici

favoriscono capitoli di depressioni

solitudini e tanta volgarità.

Meno stupidità vorrei

un piano straordinario per ridurre il danno

il contrasto che c’è

e comunicare alle strutture in indirizzo…

la pugnalata al corpo di Cesare

inferta da un vigliacco. Pianse l’ndovino.

Anch’io una sera di giugno,

persi l’ultimo abbraccio, l’ultimo treno.

E vorrei gridare come Evtusenko

sulle contraddizioni, i contorsionismi, i compromessi.

Svegliati, non dormire

troppa è l’ignoranza sul massacro di Srebrenica

di Tal al Zaatar o di Sarajevo

l’attenzione si consuma in un attimo

fra le dipendenze.

E… pensare come l’antico azteco

del perché gli Spagnoli arraffavano, ammazzavano

e sguaiatamente ridevano…

lui invece guardava all’isolamento della luna.

La Merica non c’era ancora.

…arraffano, ammazzano, ridono sguaiatamente… fino a quando?

Ed alzarsi. Essere pronti a spostarsi…

con in mano la Rosa dei venti

e un’Amaltea passo passo

accanto. Ma dov’è l’uscita?

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